Prestiti per dipendenti pubblici: quale ente di credito preferire

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Sei un dipendente pubblico alla ricerca di un prestito? In questo articolo vedremo quali sono gli enti di credito a tua disposizione e le diverse condizioni di accesso.

Mettiti comodo e buona lettura!

Cosa sono i prestiti per dipendenti pubblici

Chiedere un prestito è una tappa quasi obbligata nella vita della maggior parte dei cittadini. Che sia per acquistare un immobile, un bene o un servizio oppure per affrontare degli imprevisti di natura economica, ci si dovrà rivolgere a un ente di credito.

Tuttavia, i finanziamenti non sono rilasciati automaticamente. Anzi, ci sono delle garanzie che devono essere assicurate pena il rifiuto della propria domanda.

Nell’attuale mercato di lavoro, sempre più frammentato e con tutele via via più basse, i dipendenti pubblici hanno un vantaggio molto marcato. Infatti, il loro contratto è generalmente un indeterminato e questa è una solidissima garanzia per banche o altri istituti di credito.

Per questa ragione i prestiti concessi ai dipendenti statali hanno tassi agevolati e sono rilasciati con facilità anche qualora vengano richieste somme ingenti.

Che prestiti esistono per i dipendenti pubblici

Se lavori nel settore pubblico, hai due grandi strade che puoi percorrere nel richiedere un prestito:

  • affidarti ai prestiti INPS – ex INPDAP
  • cercare un istituto convenzionato con l’INPS

Chi può richiedere i prestiti INPS

Per richiedere il prestito INPS (ente nel quale si è ormai fuso l’INPDAD) non basta essere un dipendente pubblico.

È infatti necessario possedere questi requisiti:

  • aver maturato quattro anni di anzianità di servizio
  • essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • avere alle spalle quattro anni di versamenti contributivi
  • essere iscritto al Fondo Credito INPS
  • avere un codice PIN personale o, in alternativa, la cosiddetta Carta Nazionale dei Servizi

Non hai un contratto indeterminato, ma, invece, sei un lavoratore a tempo determinato? Puoi comunque accedere al prestito INPS a patto che il piano di rimborso coincida con la fine del tuo contratto di lavoro.

Fondo credito INPS: di cosa si tratta

Abbiamo visto che essere iscritti al Fondo Credito INPS è condizione necessaria per accedere alle forme di prestito offerte dall’ente. Ma di cosa si tratta?

Conosciuto anche come Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, al Fondo Credito sono iscritti in maniera automatica tutti i dipendenti che versino contributi per il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e per il TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Si tratta insomma di una sorta di tassa pagata dai dipendenti che va a riempire diverse casse che possono, a loro volta, essere utilizzate dai dipendenti stessi.

Ciò significa, però, che il credito INPS non ha un platfond illimitato, bensì delle risorse che variano di anno in anno in base al numero degli iscritti e all’importo versato.

Altri enti di credito per i dipendenti pubblici

Oltre ai prestiti INPS, i dipendenti pubblici possono accedere a dei finanziamenti a tasso agevolato grazie a delle convenzioni stipulate con degli altri enti di credito. Questi possono essere banche oppure finanziarie online.

Ecco un elenco degli enti di credito più conosciuti, ma ti rimandiamo al sito ufficiale dell’INPS per consultare la lista completa:

  • Unicredit
  • Deutsche Bank
  • BNL
  • Consel
  • Compass Banca
  • Agos Ducato
  • Banca del Mezzogiorno
  • Cassa Depositi e Prestiti
  • IBL Banca
  • Intesa Sanpaolo
  • Siriofin

Naturalmente, quando ci si rivolge a degli istituti di credito si deve tenere in conto che le condizioni possono essere diverse tra una banca e l’altra e tra le finanziarie. Questo rimane valido anche in presenza di una convezione.

Cosa sapere prima di chiedere un prestito

Prima di chiedere un prestito è fondamentale conoscere perfettamente la propria situazione economica e sapere quale sia la documentazione necessaria.

Nel caso dei dipendenti statali questo processo è facilitato soprattutto per quanto riguarda la documentazione. Tutto è automatizzato attraverso una piattaforma online e, anche qualora ci si rivolga a un altro istituto di credito, questo si appoggerà all’infrastruttura online dell’INPS.

Sarà dunque sufficiente presentare un documento d’identità valido, copia delle ultime buste paga e codice fiscale per far partire la pratica.

Ci sono poi delle valutazioni da fare circa il costo del prestito che possiamo così dividere:

  • l’ammontare da te richiesto (per esempio, 10.000€)
  • i tassi di interesse applicati
  • i costi accessori

Se decidi di rivolgerti a una banca o a una finanziaria online convenzionata sarà tua cura accertarti di star sottoscrivendo un contratto a te favorevole.

Tassi di interesse e costi accessori

Iniziamo parlando dei tassi di interesse. Ogni banca e ogni finanziaria può applicarne di diversi in base alla tipologia di prestito e alle garanzie fornite dal richiedente.

Gli interessi possono essere:

  • fissi, ovvero una percentuale costante durante tutto il piano di rimborso
  • variabili e che quindi seguono le oscillazioni del mercato
  • agevolati perché viene stipulata una convenzione ad hoc
  • misti e che quindi posso rimanere fissi per un certo lasso di tempo e, successivamente, variare
  • zero, privi cioè di qualsiasi percentuale aggiuntiva

Per quanto riguarda sia i prestiti INPS sia quelli convenzionati i tassi di interesse sono fissi e agevolati per i dipendenti del settore pubblico. Tuttavia, le condizioni del prestito INPS sono generalmente più vantaggiose anche per quanto riguarda gli interessi:

  • sotto il 5% nei piccoli prestiti con un rimborso entro quattro anni
  • al 3,40% nei prestiti pluriennali siano essi quinquennali o decennali

Nei costi accessori, invece, rientrano tutte le seguenti spese:

  • di istruttoria
  • gestionali
  • di incasso delle rate
  • assicurative

Soprattutto qualora ti rivolgessi a enti convenzionati, presta particolare attenzione alle spese assicurative. Alcune di queste, infatti, possono essere opzionali, ma presentate al cliente come obbligatorie. Può succedere, ad esempio, con le polizze sulla morte o sugli infortuni.

La cessione del quinto

La cessione del quinto è la modalità di prestito preferita sia dall’INPS sia dagli altri enti convenzionati. I vantaggi sono relativi alla facilità di rimborso, alla velocità di esecuzione e all’automatismo gestionale.

La rata mensile viene infatti automaticamente detratta dalla busta paga del beneficiario dall’INPS o dalla banca, sempre tramite l’INPS. La principale caratteristica di questa tipologia di prestito è che il valore massimo della rata mensile non possa in nessun caso superare il 20% dello stipendio netto. In questo modo il piano di rimborso verrà dunque calibrato sulle possibilità di ciascuno.