Prestiti per dipendenti pubblici a tempi indeterminato: guida alle soluzioni migliori

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Precedentemente chiamati prestiti Inpdap, che era l’ente previdenziale della pubblica amministrazione riguardante la materia del pensionamento e del sostegno economico, e che è stato poi accorpato all’Inps dal 2011, i prestiti per dipendenti pubblici sono tutti quei finanziamenti dedicati ai lavoratori di un’ente della Pubblica Amministrazione, ma che non sia necessariamente di rilievo statale, in servizio o in pensione. Inoltre, tali prestiti sono tutti quelli che si caratterizzano per il tasso di interesse inferiore rispetto sicuramente al  prestito tradizionale e anche alla modalità di pagamento con tale cessione del quinto, grazie a quella che è la sicurezza del contratto a tempo indeterminato e anche all’accettazione del prestito che viene direttamente dall’ente che eroga stipendio e pensione. È, inoltre, possibile che si vada a richiedere anche degli importi fino a 75.000 euro, senza dover dichiarare la finalità di impiego. Non sono, inoltre, richiesti garanti, in quanto sarà lo stesso stipendio o pensione a costituire la garanzia di rimborso del debito. La caratteristiche principali per ogni tipologia di prestito sono:

  • la somma del denaro erogata in prestito
  • la stessa durata del finanziamento, cioè il tempo necessario per andare a rimborsare la somma
  • il numero di rate
  • l’ammontare stesso delle rate con una specifica scadenza di emissione
  • il Tan, che corrisponde allo stesso tasso annuo nominale di interesse del capitale che viene richiesto
  • il Taeg, che corrisponde allo stesso tasso annuo effettivo globale di quello che è il capitale + le varie spese del finanziamento

Chi può richiederli

L’Inps o l’ex Inpdap dispone di alcune forme di finanziamento per tutti i dipendenti pubblici e i privati e i lavoratori che sono collocati a riposo e che saranno iscritti al proprio Fondo credito. La categoria professionale a cui vengono dedicati i vari prestiti rientrano nell’assunzione del servizio a tempo indeterminato a partire da almeno 48 mesi e anche il pensionamento da almeno 24 mesi con uno stipendio o una pensione come indicatore degli importi massimi da erogare. Generalmente, in relazione a quella che è la forma del prestito, per l’ente di erogazione scelto, e in relazione anche alle esigenze di importo, per fare in modo di accedere al credito è dunque necessario:

  • avere compiuto 18 anni;
  • essere dipendente di una Pubblica Amministrazione
  • essere dipendente delle aziende del Gruppo Poste Italiane spa
  • essere dipendente e pensionato di altre amministrazioni iscritte al Fondo Credito
  • avere un contratto a tempo indeterminato da almeno 3 anni
  • essere un dipendente in pensione di una PA
  • essere iscritto alla Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps
  • essere iscritto al Fondo Credito se dipendente o pensionato di altra amministrazione pubblica
  • essere iscritto alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM)
  • età non superiore ai 75/80 anni al termine del piano di ammortamento
  • aver versato almeno 4 anni di contributi alla cassa Gestione Dipendenti Pubblici Inps

Cosa fare?

Dopo aver inoltrato la domanda di finanziamento, la decisione su quella che è l’accettazione di tale richiesta è legata allo stesso esito positivo dei controlli preliminari su quella che è la situazione economica e professionale dello stessi cliente, oltre che alla presenza di segnalazioni al Crif per tutti i cattivi pagatori o per tutti i pagamenti con ritardi. L’obiettivo è quello di andare a ridurre il rischio per quanto riguarda l’insolvenza nel corso della restituzione delle varie somme che sono state erogate. Il contratto a tempo indeterminato della categoria per quanto riguarda i dipendenti pubblici costituisce quella che è una motivazione in più per la riuscita di tale finanziamento, ma in ogni caso, le società finanziarie avranno anche il dovere di andare a calcolare delle rate che non limiteranno o metteranno in difficoltà le condizioni per le entrate e le uscite del soggetto richiedente.

Modalità di rimborso delle rate

Tra i prestiti personali che sono stati ideati per i dipendenti pubblici, quello che risulta più richiesto per le agevolazioni su quello che risulta essere il tasso di interesse che è legato alla modalità di pagamento della rata, è sicuramente la cessione del quinto. Si tratta di una forma di finanziamento che è stata introdotta con il D.P.R 28 luglio 1950 n. 895, in cui il rimborso di tutte le rate avviene attraverso la trattenuta della somma che è dovuta direttamente dal datore. Inoltre, la rata massima mensile non dovrà mai essere superiore al 20% o a 1/5 degli emolumenti totali che dovranno essere rimborsati. Gli importi che saranno finanziabili sono quelli legati alla quota massima cedibile dello stesso stipendio:

  • 1/5 di 1.500 euro, per esempio, equivarrà a 300 euro circa, andando a indicare una somma massima di 50/60 mila euro complessivi.

La cessione del quinto è quella che prevede diverse durate di rimborso:

  • 12-24 mesi piccoli importi,
  • 24-48 mesi, importi medi
  • 48-60, importi massimi,
  • 60-120, importi massimi

La scelta della stessa durata del piano di ammortamento è quella che viene legata alle eventuali esigenze personali.

Tan e Taeg

Il Tan, che dovrà essere indicato nel contratto del finanziamento, è quello che va a corrispondere allo stesso tasso di interesse su di una base annua, che viene applicato dall’ente erogatore, quindi alle banche, su quello che è l’importo lordo del finanziamento. Per effettuare il calcolo, si partirà dall’ammontare finanziato e dalla stessa durata del piano di rimborso del prestito:

  • la quota interesse dovuta + la quota capitale è quella che costituisce l’importo totale della rata da corrispondere.

Nel Tan però non ci sono presenti gli oneri accessori come per esempio le spese di apertura pratica o i vari costi della sottoscrizione obbligatoria per l’assicurazione vita o per il rischio della perdita dell’impiego. Per tale motivo è molto importante verificare le percentuali del Taeg. Inoltre, il Taeg deve essere inserito nello stesso documento informativo precontrattuale, e deve corrispondere al costo complessivo dello stesso finanziamento, calcolato su quella che è la base annua in base alla stessa durata del prestito ed alla periodicità delle rate. Inoltre, nel Taeg sono comprese:

  • spese di istruttoria
  • spese di apertura pratica
  • spese di incasso delle rate
  • spese della polizza assicurativa obbligatorie
  • compenso che è dovuto dal cliente all’intermediario del credito per ottenere il finanziamento in applicazione a quelle che sono le nuove disposizioni di Banca d’Italia sulla stessa trasparenza in adempimento della direttiva europea EU 2008/48/CE.

Esempio di prestito per dipendenti Inps

In base a tutte quelle che sono le numerose analisi nei siti con i calcolatori o le proposte di credito con la cessione del quinto, è possibile che si vada a stendere un esempio rappresentativo di quello che è il finanziamento per un dipendente pubblico o per uno statale di anni 55 a quella che è la scadenza del piano di ammortamento con almeno uno stipendio di 1.400 euro al netto delle varie trattenute fiscali:

  • Importo che viene richiesto: 25.000 euro
  • Importo complessivo che sarà dovuto: 31.600
  • Piano di ammortamento 120 rate mensili da 265 euro
  • Taeg da 4,95%

Il costo totale del finanziamento: 6.600 euro composto da:

  • 5.200 euro con il 3,71% di Tan con tasso di interesse fisso
  • 1050 euro commissione di intermediazione
  • 350 euro spese di istruttoria e oneri fiscali

È però possibile che per quanto riguarda la soluzione di prestito finalizzato, come per esempio anche l’acquisto di un’auto, il Taeg sarà superiore a partire dal 5,50% fino allo 6,69%, mentre per tutti gli interventi sulla prima casa, Tan e Taeg sono quelli che si attestano sui 4,50% e 6,05%. Nella cessione del quinto, che è quella che prevede un minor fattore di rischio grazie a quello che è il possesso di un contratto a tempo indeterminato e con un pagamento diretto dallo stipendio, è possibile che si vada ad avere una proposta di prestito personale sulla base delle proprie esigenze.

Tipi di prestito

Ci sono delle tipologie di prestiti personali per tutti i dipendenti pubblici e privati che saranno adatte a soddisfare le varie esigenze di ogni lavoratore, per degli importi e delle modalità di rimborso, con alcune limitazioni nei requisiti, soprattutto per quanto riguarda l’età anagrafica, se a richiedere il prestito è un dipendente pubblico in pensione. Tutte le varie forme del finanziamento potranno essere disposte in:

  • prestiti erogati dall’ente previdenziale Inps e che saranno finanziati dal Fondo Credito alimentato dai vari contributi versati dai dipendenti e dai pensionati pubblici che sono iscritti alla Gestione stessa. Tale tipologia di prestito viene vincolata dalla disponibilità dei fondi.
  • i prestiti erogati dai vari istituti bancari e dalle società finanziare che sono convenzionate con l’Inps, che diventa poi garante per il rischio vita e per la perdita lavoro.

Documentazione richiesta

La documentazione che viene richiesta per l’analisi della fattibilità dello stesso contratto di prestito, il calcolo della rata e anche il piano di ammortamento prevede:

  • documento di identità in corso di validità
  • codice fiscale o tessera sanitaria
  • ultima busta paga
  • certificazione Unica
  • certificato di stipendio o attestato di servizio
  • eventuale Trattamento di Fine Rapporto (TFR)
  • certificazione di sana e robusta costituzione
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Valentina Bindi
Studentessa di Scienze della Comunicazione e soprattutto amante della scrittura. Appassionata della lettura e dell’arte. Scrivo dai periodi delle medie, ma dopo il liceo ho iniziato a perfezionarmi. Ho collaborato con qualche casa editrice, due pubblicazioni certificate e molte altre in self.  Da sempre ho creduto nella passione per la scrittura degli articoli, mi piace tutto ciò che ruota attorno alla tecnologia, alla musica e tutto ciò che concerne la comunicazione. Sono felice di poter scrivere articoli su questi temi.