Come scegliere l’importo di un prestito per dipendenti pubblici: consigli e valutazioni da fare

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L’accesso al credito per i dipendenti pubblici

Il mondo dei finanziamenti può essere una giungla nella quale è difficile orientarsi vista l’ormai l’enorme mole di possibilità presentate ai cittadini.

I dipendenti pubblici, tuttavia, hanno dei vantaggi importantissimi. In primo luogo, è inverosimile che un prestito venga loro rifiutato. La solidità della loro busta paga, infatti, li rende tra i migliori clienti che gli istituti di credito possano sperare di avere.

Inoltre, le strade per richiedere un prestito se si è un dipendente pubblico sono piuttosto note e seguono un percorso agevolato:

  • prestiti INPS
  • convenzioni con banche o finanziarie

Prestiti INPS: di cosa si tratta

I dipendenti del settore pubblico possono beneficiare, come abbiamo visto, di servizi creditizi agevolati soprattutto dal punto di vista degli interessi dovuti. Il primo è rilasciato dall’ex INPDAP, oggi INPS, conosciuta con il nome di INPS Gestione Dipendenti Pubblici.

Possono accedere a questi finanziamenti non solo i lavoratori pubblici ancora in essere, ma anche i pensionati dello stesso settore.

Tuttavia, per poter beneficiare di un prestito di questo tipo è necessario essere iscritti al Fondo Credito, ovvero alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. È proprio grazie ai contributi versati annualmente dagli iscritti che si può erogare un finanziamento a chi lo dovesse richiedere. Ciò significa però che i prestiti hanno dei limiti circoscritti alla disponibilità finanziaria dell’anno in corso.

In aggiunta ci sono delle condizioni di accesso al credito piuttosto stringenti:

  • essere in possesso di un contratto a tempo indeterminato o, se si ha un determinato, scegliere una modalità di rimborso che si completi entro la fine del contratto
  • aver maturato quattro anni di anzianità di servizio e quattro anni di versamenti contributivi
  • disporre di una CNS, ovvero una Carta Nazionale dei Servizi o, in alternativa, di un PIN personale

Convenzioni con banche o finanziarie

I dipendenti pubblici hanno la possibilità di accedere al credito tramite delle banche o finanziarie che abbiano stipulato una convenzione con l’INPS.

Questa modalità è più snella e dai requisiti meno stringenti rispetto ai prestiti INPS appena visti. Infatti, poggiandosi sulle infrastrutture digitali e informatiche dell’INPS, gli istituti convenzionati riusciranno a smaltire le pratiche e a svolgere tutti i controlli del caso molto più velocemente.

Inoltre, il grande vantaggio di questi finanziamenti è che il richiedente può avere accesso alla somma desiderata senza doversi preoccupare dell’ammontare annuo a disposizione dell’INPS. Insomma, si tratta di accesso al credito senza un platfond di riferimento.

Come scegliere l’importo di un prestito?

Per scegliere l’importo di un prestito è necessario avere ben chiara la propria situazione finanziaria, capire quale sia la somma desiderata e se questa sia in linea con le proprie risorse economiche per poter fronteggiare il piano di rimborso.

Fondamentale è innanzitutto la finalità del prestito: si tratta di un bisogno di liquidità per affrontare un’emergenza oppure della necessità di acquistare un bene e/o un servizio o, ancora, serve per affrontare un progetto di vita impegnativo come il mutuo?

In base a come risponderai a queste domande potrai innanzitutto scegliere la modalità ideale per te. Scegliendo i finanziamenti INPS avrai due possibilità:

  • piccolo prestito
  • prestito pluriennale

Per entrambi è, come detto prima, necessario essere iscritti al Fondo Credito INPS.

Piccolo prestito: come funziona

Il piccolo prestito è una tipologia di finanziamento piccola e veloce. Si tratta infatti di prestiti con un piano di rimborso a breve termine, compreso tra i 6 e i 48 mesi.

Il funzionamento è il seguente:

  • si richiede una somma pari a una, due, tre o quattro mensilità del proprio stipendio
  • il piano di ammortamento, in base alle mensilità richieste, segue questa progressione: 12, 24, 36 o 48 rate mensili
  • la mensilità è calcolata sull’importo netto dello stipendio
  • puoi richiedere un importo pari a una doppia mensilità sino a un massimo di otto da restituire in quattro anni

Per questi prestiti, essendo di piccola entità, non viene chiesto un rendiconto delle spese o un giustificativo.

Prestito pluriennale: come funziona

Il prestito pluriennale è un finanziamento di entità medio grande e che necessita di un’apposita documentazione di spesa.

Il piano di rimborso può essere di tre tipi:

  • quinquennale con 60 rate mensili
  • decennale con 120 rate mensili
  • con estinzione anticipata in qualsiasi momento

In entrambi i casi l’importo mensile della rata non può superare un quinto dello stipendio calcolato al netto.

TAEG e TAN nei prestiti INPS

Quando si richiede un prestito è fondamentale conoscere l’importo sia del TAEG sia del TAN. Sono questi due valori, infatti, a far oscillare il costo totale del finanziamento.

Il TAN corrisponde al tasso di interesse e, a seconda degli accordi presi, può essere fisso, variabile, misto, agevolato e zero. Nel caso dei prestiti INPS si tratta di una percentuale fissa e agevolata così calcolata:

  • 4,25% sui piccoli prestiti
  • 3,50% sui prestiti pluriennali

Il TAEG, invece, corrisponde alle spese accessorie necessarie per l’erogazione del prestito, ovvero quelle di istruttoria, assicurative, di incasso rata e di gestione:

  • il TAEG dei piccoli prestiti corrisponde allo 0,5% di quota da versare al Premio Fondo Rischi più le spese di amministrazione
  • nei prestiti pluriennali il TAEG è lo stesso, ma il Premio Fondo Rischi varia in base alla durata del piano di rimborso e all’età del richiedente

Consigli utili

Abbiamo visto come i prestiti INPS, sebbene dai requisiti più stringenti e dal platfond non illimitato, offrano un certo numero di garanzie soprattutto relative al costo totale del prestito.

Ma cosa succede quando ci si rivolge alle banche o alle finanziarie convenzionate?

Innanzitutto, TAN e TAEG possono avere dei valori percentuali diversi nei vari istituti. Nello specifico, è importante capire quali siano le spese accessorie obbligatorie e quali opzionali. Fanno solitamente parte delle seconde alcune polizze assicurative e, nello specifico, quelle in caso di morte o di infortunio. Tuttavia, a seconda dell’ente scelto, viene richiesta la stipula di una o più assicurazioni come garanzia aggiuntiva necessaria all’erogazione del prestito.

In ultimo, considera con attenzione il piano di rimborso. Infatti, se è vero che un prestito dilazionato in molto tempo ha un bassa pressione sulle singole rate, è anche vero che i piani di ammortamento lunghi ti faranno pagare degli interessi superiori.